Tutti gli articoli di cisuadmin

Petrarca ‘protestante’. Prime ricerche

di Giovanni Cascio

Messina, Centro Internazionale di Studi Umanistici, 2020, 228  pp.; 25 cm.
ISBN 978-88-87541-74-8

€ 40

 

 

 

INDICE GENERALE

Premessa

I. Prologo a una ricezione inquieta

II. Petrarca il progetto di Pier Paolo Vergerio III. Alla ricerca di precursori della riforma. Il catalogo di Mattia Flacio

IV. Dal Petrarca spirituale al Petrarcha redivivus

V. Tra Jakob Heerbrand e Sigmund Ernhoffer abbreviazioni bibliografiche e edizioni di riferimento

Indice dei luoghi petrarcheschi
Indice dei manoscritti
Indice dei nomi

 

 

 

Breve ma certa e veridica notizia delle fondazioni de’ conventi de’ Cappuccini della Provincia di Messina

Bonaventura SemInara da Troina
a cura di
Giuseppe Lipari e Fiorenzo Fiore

Messina, Centro Internazionale di Studi Umanistici, 2020, 694 pp.; 25 cm.
ISBN 978-88-87541-68-7

€ 90

 

 

INDICE GENERALE

Introduzione

Libro Primo
Breve racconto delle fundazioni, mutazioni e renovazioni delli venerabili conventi de’ reverendi padri cappuccini della Provincia di messina. Composto dal reverendo padre fra Paulo da Catania sacerdote cappuccino ed accresciuto dal molto reverendo padre fra Buonaventura da Troyna predicatore cappuccino

Libro secondo
Annotazione de’ Capitoli generali della Religione delli padri cappuccini, de’ luoghi ed anno che furono celebrati e delli nomi d’essi ministri generali in detti Capitoli eletti

Libro Terzo
Relazione delli Capitoli provinciali celebrati nella Provincia di sicilia, prima che si dividesse in tre Provincie; e de’ Provinciali in essi Capitoli eletti et anche doppo la divisione

Libro Quarto
Nota de’ frati defunti della Provincia di messina, cominciando dal 1603 colle coriosità che seguono

 

Appendice
Repertorio bio-bibliografico dei Frati Cappuccini
La biblioteca di Padre Bonaventura [Seminara] da Troina
Toponomastica glossario

 

Indice degli autori

 

Storiografia umanistica. II

CULTURA, PROPAGANDA, RIFLESSIONE POLITICA
NELL’ITALIA PADANA TRA XIV E XV SECOLO

di Giacomo Ferraù
a cura di Paola de Capua, Vincenzo Fera,
Daniela Gionta,  Caterina Malta, Susanna Villari

Messina, Centro Internazionale di Studi Umanistici, 2019,  X+350 pp.; 25 cm.
ISBN 978-88-87541-80-9

€ 40

 

SOMMARIO

Cultura umanistica e civiltà signorile
Un intellettuale ‘repubblicano’ e il problema storico della monocrazia: Coluccio Salutati
Umanesimo signorile e cultura lombarda fra Tre e Quattrocento
Giovanni Manzini tra cultura petrarchesca e lode del principe
Cultura umanistica e iniziativa signorile: Antonio Loschi
Tentativi di speculazione politica signorile: il De Republicadi Uberto Decembrio
Storia e politica in Andrea Biglia alla fine del progetto visconteo
Cultura signorile a Padova presso gli ultimi Carraresi
Giovanni Conversini: critica della corte e riflessione sui valori monocratici
Il Vergerio carrarese tra precettistica e storiografia
Epilogo

Indice delle fonti manoscritte
Indice dei nomi

Storiografia Umanistica. I

SCRITTI (1967-2012)

di Giacomo Ferraù
a cura di Paola de Capua, Vincenzo Fera,
Daniela Gionta,  Caterina Malta, Susanna Villari

Messina, Centro Internazionale di Studi Umanistici, 2019,  XIV+666 pp.; 25 cm.
ISBN 978-88-87541-80-9

€ 80

 

SOMMARIO

Vincenzo Fera, Storiografia, ninfa gentile
La «Magna Curia» negli antichi commenti danteschi
Il commento all’Inferno di Guiniforte Barzizza
L’elegia In violas di Angelo Poliziano
La storiografia del ’300 e ’400
La vicenda culturale siciliana nel Quattrocento
I Commentari di Pio II
Le Commentationes florentinae de exilio
La Historia urbis Mantuae Gonzagaeque familiae
Mentalità e vicende religiose nella cronachistica dell’età normanna
Gian Giacomo Adria: un umanista siciliano
Il De rebus ab Alphonso primo gestis di Bartolomeo Facio
Per la cultura umanistica di Machiavelli: i principati felici
Mestieri, lavoro e professioni nella Calabria medievale: le fonti letterarie
La storiografia come ufficialità
Politica e cardinalato in un’età di transizione: il De cardinalatu di Paolo Cortesi
Gli opuscoli militari di Belisario Acquaviva
Riflessioni per una storia della cultura sveva
Il sistema dell’esemplarità nel De cardinalatu di Paolo Cortesi
La prima ricezione del ‘Mondo nuovo’ nella cultura dell’umanesimo
Riflessioni teoriche e prassi storiografica in Annio da Viterbo
I diari di viaggio a Roma, Napoli e in Padania di Angelo Maria Bandini
Nota sulla ‘filologia’ di Annio da Viterbo
Proposta storiografica e percorsi esemplaristici in volgarizzamenti ed epitomi per i re aragonesi di Napoli
Esemplarità platonica ed esperienza viscontea nel De republica di Uberto Decembrio
Valla e gli Aragonesi
Medievali e moderni nel De cardinalatu di Paolo Cortesi
Traiettoria mediterranea di Nicolò Scillacio

Indice delle fonti manoscritte
Indice dei nomi

I dintorni di Milano

di Antonino Antonazzo

Messina, Centro Internazionale di Studi Umanistici, 2020, 184  pp.; 25 cm.
ISBN 978-88-87541-77-9

€ 30

 

 

 

 

Scritto da Verga per la miscellanea Milano 1881 di Giuseppe Ottino, nell’alveo delle celebrazioni dell’Esposizione nazionale, il bozzetto I dintorni di Milano è rimasto ai margini dell’attenzione degli studiosi. Sullo sfondo dell’importante iniziativa editoriale, di cui si ricostruisce la storia, il carattere di questo piccolo scritto d’occasione trova ora il meritato rilievo. Prendono corpo i rapporti col contiguo bozzetto di Luigi Capuana e si precisano i termini del radicamento nel filone delle cosiddette ‘Impressions de voyage’. Adeguatamente riposizionato all’interno del sistema dell’autore, rivela molti aspetti della riflessione letteraria che intorno al problema teorico e tecnico della ‘descrizione’ lo scrittore siciliano andò sviluppando in quella sua felicissima stagione creativa a cavallo tra il 1880 e il 1881, tra Vita dei campi e I Malavoglia

 

INDICE GENERALE

Premessa

I. La cornice editoriale: Milano 1881

II. Il dittico Capuana-Verga

III. Il bozzetto verghiano e la letteratura di viaggio

IV. Nell’officina del 1880

 

I Dintorni di Milano

Nota editoriale

Testo

 

INDICI

Indice dei manoscritti e delle fonti d’archivio
Indice dei nomi

Il Virgilio di Quasimodo

di Francesco Galatà

Messina, Centro Internazionale di Studi Umanistici, 2020, 292 pp.; 25 cm.
ISBN 978-88-87541-76-2

€ 40

 

 

 

 

Germinato al tempo del secondo conflitto mondiale, tra i Lirici greci e la raccolta Ed è subito sera, il Fiore delle Georgiche costituisce un perfetto caso di studio per entrare nel complesso sistema poetico delle traduzioni quasimodiane. Il volume indaga il contesto da cui si origina l’opera, con un’attenzione inedita alla sua vicenda elaborativa. Fra stampe rare e carte autografe per la prima volta messe a frutto, si è fatto ordine nella finora confusa trafila editoriale, rilevando guasti meccanici nella tradizione e singolari interventi del ‘poeta filologo’ sul testo latino. Produttive linee di ricerca riguardano anche la metrica
esperita nelle versioni. Uno sguardo attento ai continui scambi di lessico immagini e forme
tra poesia originale e traduzione produce insospettati riflessi interpretativi sull’opera di
uno dei più importanti quanto controversi poeti del Novecento.

 

INDICE GENERALE

Introduzione

I. L’INCONTRO CON VIRGILIO

1. «La prova fu aspra». Linee di costruzione del Fiore delle Georgiche

La tradizione a stampa
Un’intensa elaborazione
Dagli autografi alle stampe in volume
L’originale latino
‘Testi a fronte’ nella princeps

2. La traduzione

I precedenti interpreti
La selezione antologica
Affondi nelle Georgiche

Il cielo del nord (1, 244-56)
Le stagioni (1, 287-310)
Il vento (2, 513-31)
Le terre dell’est (3, 349-55)
Proteo l’indovino (4, 387-95)

3. Quasimodo e la filologia

4. Alla ricerca di un esametro ‘nuovo’

II. DAL MITO ALLA STORIA

1. «Euridice è viva»

2. L’Orfeo di Virgilio e di Quasimodo (georg. 4, 457-527)

Materiali preparatori
Testo e traduzione

INDICI

Indice dei manoscritti e delle fonti d’archivio
Indice dei nomi

Umanesimo dei moderni, 1

1 | 2020

Messina, Centro Internazionale di Studi Umanistici, 2020, 424 pp.; 25 cm.
ISSN 2724-0835

€ 80

 

 

 

INDICE GENERALE

Francesco Galatà, Nello studio del pittore Bersani. Dialoghi del giovane Pascoli sulle poetiche del secondo Ottocento
Claudia Castorina, Pascoli e i giudici di Amsterdam: il caso di Phidyle
Salvatore Guarino, Note su un’immagine visionaria in Pascoli: i rerum somnia di Myrmedon 61-64
Francesco Tripodi, L’Èra nuova di Giovanni Pascoli tra storia del testo e metrica neoclassica
Maria Cannatà Fera, «Inter odoratas Erycinae munera citros». Giovanni Pontano in Pascoli?
Sebastiano Valerio, «Rabbiosa fame» e «sacra fame». Dante, la lezione di Virgilio e l’esegesi di Pascoli
Sara Moscardini, Dalle carte alla rete. Gli archivi di Giovanni e Maria Pascoli
Antonino Antonazzo, Nell’officina del Verga novelliere: Il Carnevale tra Cavalleria rusticana e Nanni Volpe
Mario Strati, Giosue Carducci e Alberto Lumbroso. Carteggio

TESSERE
D. Gionta, Trafile redazionali di componimenti pre-miricei. Nuove testimonianze dal Fondo Ojetti
F. Galatà, Prima e dopo Regole e saggi di metrica neoclassica. Due appunti sugli esametri del Pascoli
D. Gionta, «Rubus fac ferat iste rosam». Tra Pascoli e Giovan Battista Giorgini
M. Cannatà Fera, Una singolare, dimenticata epigrafe di Giovanni Pascoli

Indice dei manoscritti e delle fonti d’archivio
Indice dei nomi

 

ABSTRACT

FRANCESCO GALATÀ, Nello studio del pittore Bersani. Dialoghi del giovane Pascoli sulle poetiche del secondo Ottocento
In the article the author recomposes the genetic relationships of some testimonies now disjointed to make out a textual system and an early Pascoli’s message of poetics. Specifically, it starts from a satirical journalistic prose (Nello studio del pittore Bersani. Impressioni), with a look at the relative handwritten answer (A proposito di un articolo della «Patria»), to discover the knots that unite it with other now unrelated testimonies (the ode Lesbo and the anepigraphic composition Tu siedi, o vecchio, e suoni al merlo il flauto). These are undoubtedly the strangest and most amazing Pascoli’s literary pieces, populated by ambiguous and anomalous figures and words. But the amazement does not last long when you think of them as products of a remote season of Pascoli’s life, the sense of estrangement disappears if you think them into their cultural context.

CLAUDIA CASTORINA, Pascoli e i giudici di Amsterdam: il caso di Phidyle
This paper focuses on a key element in the philological story of Phidyle, the Latin poem with which Giovanni Pascoli won the second of the thirteen gold medals at the Certamen Hoeufftianum for the year 1894: the close correspondence between the poet and the judges of the competition in the aftermath of the announcement of the victory. It’s a story not without repercussions on the textual structure of the poem and that, in the context of the questions posed by authorial philology, touches upon theoretical nodes of particular interest, such as the problem of forced drafting, the limit within which to frame the concept of last author’s will, the value of the vulgate.

SALVATORE GUARINO, Note su un’immagine visionaria in Pascoli: i rerum somnia di Myrmedon 61-64
The essay tries to define the exact meaning of somnia / rerum, a nexus in enjambement between the vv. 62-64 of Myrmedon, poetry in hexameters written by Giovanni Pascoli in 1994 and dedicated to the anatomy and behavior of ants. The nexus, a name followed by rerum (typical structure in the Pascoli’s latin), has been interpreted both as a subjective genitive and as an objective genitive. This essay reconstructs the genesis of the expression and recognizes it as an objective genitive; finally, the essay lingers on the origin of the strange images that complete the sequence.

 FRANCESCO TRIPODI, L’Èra nuova di Giovanni Pascoli tra storia del testo e metrica neoclassica
The present essay proposes a collation between the text of the first printed edition of Giovanni Pascoli’s lecture L’Èra nuova, given in Messina on February 1899, and the text of the sections of the speech reported by the newspaper «Gazzetta di Messina» on the basis of notes provided by Pascoli himself. Besides, it offers a detailed prosodic and metrical analysis of two translations from the Iliad included inside the speech, comparing them with posterior versions of the same translations, to verify the connection between the author’s different choices in translating from ancient Greek and the progressively increasing observance of metrical principles and rules expounded in his Lettera al Chiarini and Regole di Metrica Neoclassica.

MARIA CANNATÀ FERA, «Inter odoratas Erycinae munera citros». Giovanni Pontano in Pascoli?
At the end of 1897, while waiting to take up the Latin Literature Chair at the University of Messina, Pascoli receives a sonnet invitation by Luigi Alessandro Michelangeli, who taught Greek Literature at that University. The poet responded through a brief elegy, in which he draws on Helena’s Palinode by Stesichorus, which had been translated and commented on by Michelangeli. Pascoli hopes for the Greek poet’s motherland, Imera, to welcome them both «inter odoratas, Erycinae munera, citros, | Elysium quoddam per nemus».The citrus trees (orange rather than citron trees) being qualified as ‘Venus Erycina’s gifts’ can be explained in light of a myth retold by Ioannes Pontanus: the goddess had transformed the body of her beloved Adonis into a tree after his death. The actual possibility that Pascoli drew directly on the humanist poet is validated by the shared feature of the otherworldly setting. The finding of a draft of the elegy contributes to interpret correctly some unclear lines.

SEBASTIANO VALERIO, «Rabbiosa fame» e «sacra fame». Dante, la lezione di Virgilio e l’esegesi di Pascoli
This essay wants to study the cant I of Dante’s Inferno and in particular the episode of the three fairs in the light of Giovanni Pascoli’s analysis. Pascoli particularly highlighted the role of the «lupa» and the meaning of «rabbiosa fame». The reading of the passage, which made use of classical and medieval intertexts, had a long exegesis in the modern age, which contributed to widening this reading to other places and episodes of the poem, in which the narrative events took on a profound metapoetic sense, which was well understood by Pascoli himself, who made it a central point of reference in his idea of poetry.

SARA MOSCARDINI, Dalle carte alla rete. Gli archivi di Giovanni e Maria Pascoli
Over the years, Giovanni Pascoli’s archive has been object of different interventions which gave it the aspect it has today. Three hands basically passed over the documents: the poet; his sister Maria; Mario Donadoni, who was commissioned of making an inventory in the 1950s, after the Municipality of Barga became ‘owner’of the archive. A renewed interest has been observed since 2012, with the digitalisation and on-line description of Pascoli’s archives of Castelvecchio. This is now visible on the website «Giovanni Pascoli nello specchio delle sue carte». The site tries and tests a new model of both physical and virtual coexistence of different cultural heritages (archive, library, museum), in the name of the one and only vocation of Pascoli memory.

ANTONINO ANTONAZZO, Nell’officina del Verga novelliere: Il Carnevale tra Cavalleria rusticana e Nanni Volpe
In this essay the A. reconstructs Verga’s elaboration of the short story “Il Carnevale fallo con chi vuoi; Pasqua e Natale falli con i tuoi”.On one side, its origin is traced back to the dramatic version of Cavalleria rusticana; on the other, starting from a draft on the margin of the autograph manuscript, the evolution of the main character is documented leading to the new short story Nanni Volpe.

MARIO STRATI, Giosue Carducci e Alberto Lumbroso. Carteggio
This is the first publication ever of the correspondence (dated October 1895 -December 1906) between Giosue Carducci and Alberto Lumbroso, editor of the magazine ‘Rivista di Roma’. Through these letters it is possible to highlight problems and discussions about the literary activity and the cultural-social contest where the poet/professor worked during the last years of his life.

D. GIONTA, Trafile redazionali di componimenti pre-miricei. Nuove testimonianze dal Fondo Ojetti
The Fondo Ojetti in the Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea of Rome holds a sheet with a draft, until now unknown, of two lyrics by Giovanni Pascoli, Il fonte and Per qua, per qua, gracchian le torbide acque. The former found its way to the 1894 collection titled Myricae; the latter remained unpublished until the publication of Poesie varie in 1914, edited by Maria Pascoli. Dated «Massa 1884», this newly discovered sheet turns out to be an autograph by Severino Ferrari. The A. traces both the composition process of these lyrics and their later textual history, suggesting that they were conceived by Pascoli to accompany Ferrari’s poem Il Mago, together with the poems written by Carducci, Marradi, and Guerrini.

 F. GALATÀ, Prima e dopo Regole e saggi di metrica neoclassica. Due appunti sugli esametri del Pascoli
This contribution offers a focus on the metric solutions adopted by Pascoli in rendering the hexameter in Italian; it also proposes a reconstruction of the curious history of a Homeric translation (Od. 17, 290-327) dedicated to the dog of d’Annunzio, initially made with a merely rhythmic technique, then ‘improved’ in the ‘neoclassical’ technique.

 D. GIONTA, «Rubus fac ferat iste rosam». Tra Pascoli e Giovan Battista Giorgini
This contribution reconstructs the literary relationship between Pascoli and the senator Giovan Battista Giorgini, son in law of Alessandro Manzoni. Inside the original booklets of the Carmina sent by the poet to Giorgini (held at the Archivio di Stato in Florence), the A. recovers a number of Pascoli’s autograph poetic dedications in Latin and in Italian. After the editions by Pistelli and Gandiglio/Valgimigli, based on Casa Pascoli’s drafts, this discovery lays the foundation for the next critical edition of Pascoli’s dedicatory poetry to Giorgini.

M. CANNATÀ FERA, Una singolare, dimenticata epigrafe di Giovanni Pascoli
A memorial stone was placed in Bologna’s Duse theatre on March 20th 1906, inscribed with Giovanni Pascoli’s epigraph in memory of Carducci’s 1882 speech for Garibaldi’s death. however, no trace of the stone remains and the epigraph is not mentioned by Maria in Lungo la vita. having been preserved in the Castelvecchio archive, its text, a proper mosaic of Carduccian tiles, is published in this article.

Studi medievali e umanistici, XVI

XVI (2018)

Messina, Centro Internazionale di Studi Umanistici, 2018, 293 pp., tavv. IV; 25 cm.
ISSN 2035-3774

€ 80

 

 

 

INDICE GENERALE

Giovanni Cascio, La più antica redazione delle Invective contra medicum: un nuovo testimone
Péter Ertl, Problemi ecdotici ed esegetici in epistole del Petrarca
Valerio Sanzotta, «E Bizantia Florentiam spiritus eius advolavit»: gli Argumenta in decem Platonis dialogos di Marsilio Ficino
Rossella Bianchi, Lo zibaldone poetico dell’umanista ferrarese Daniele Fini (Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, I 437)
Matteo Stefani, I prolegomeni di Bonaventura Vulcanius alla Ciropedia di Senofonte

TESSERE
F. Forner, Nuove fonti per l’epistolario del cardinale Enea Silvio Piccolomini
S. Pagliaroli, Nuove lettere di Giano Lascari e Giustino Decadio a Francesco II Gonzaga
L. Silvano, Una scheda per Giorgio Valla traduttore (Callimaco, epigr. 23 Pfeiffer)
S. Pagliaroli, Un nuovo autografo di Pietro Bembo

Indice delle tavole
Indice dei manoscritti e delle fonti d’archivio
Indice dei nomi

 

ABSTRACT

Giovanni Cascio, La più antica redazione delle Invective contra medicum: un nuovo testimone
The subject of the article is a manuscript (Klosterneuburg, Augustiner-Chorherrenstift,
CCl 204 [=K]), which preserves the first redaction of the Invective contra medicum
by Petrarch. Until now, this early version of the tract directed against an
insolent physician, whose identity remains unknown, has been edited on the basis of
one testimony only (Gdańsk, Polska Akademia Nauk Biblioteka Gdańska, Mar. F.
256). The recovery of K not only allows for a more accurate text of the original Invectiva
to be established, but also sheds new light on the complex and manifold redactional
history of the work.

Péter Ertl, Problemi ecdotici ed esegetici in epistole del Petrarca
This article focuses on Petrarch’s collections of prose letters, with the aim of identifying
and analyzing a series of citations and reminiscences in the Liber sine nomine
and the Seniles that are not reported in the current editions of the two works, as well
as proposing an amendment to the text of the critical edition of Sine nomine IX, 8.
Moreover, an error found in the modern translations of Familiares XIII 4, 12 concerning
the identification of the Roman heroes is also corrected.

Valerio Sanzotta, «E Bizantia Florentiam spiritus eius advolavit»: gli Argumenta in decem Platonis dialogos di Marsilio Ficino
Ficino’s translation of Plato represents an unprecedented tipping point in the intellectual
panorama of the XVth century, not only because it brought Plato’s unknown
corpus back to the public, but mainly because Ficino was the first to commit
himself to a comprehensive interpretation of Plato’s text with his argumenta and
full commentaries. After presenting the history of Ficino’s translation of Plato’s
corpus, this contribution focuses on the argumenta to the first ten dialogues translated
for Cosimo de’ Medici in 1464, which are preserved in an autograph manuscript,
now separated in two parts. The hermeneutic tools Ficino used in his
interpretation of Plato are an object of special attention: by analysing the sources
of these argumenta, it is possible to discern how Ficino’s interpretative tools were
already by this time fully formed in their essential structure, not only regarding the
Latin authors, but also the Greek. The reader is also provided with a critical edition
of the first ten argumenta, together with sources and critical apparatus.

Rossella Bianchi, Lo zibaldone poetico dell’umanista ferrarese Daniele Fini (Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, I 437)
The aim of this paper is to offer an analytical description of the ms. Ferrara, BCA I
437, a voluminous, autograph workbook of the Ferrara humanist Daniele Fini, who
collected in it a large number of his and his humanist friends’ poems during the first
half of the sixteenth century (by 1539). Through the clarification of the collection’s
origin, development, content the A. sheds new light on Fini’s literary profile, as well
as on some aspects and figures of the cultural environment in which he worked.

Matteo Stefani, I prolegomeni di Bonaventura Vulcanius alla Ciropedia di Senofonte
The paper provides the first critical edition of Bonaventura Vulcanius’ prolegomena
to a course on Xenophon’s Cyropaedia taught at Leiden University in 1584. The text
is based on Vulcanius’ autograph in the ms. Leiden, Bibliotheek der Rijksuniversiteit,
Vulc. 9, ff. 42r-44v.

F. ForNEr, Nuove fonti per l’epistolario del cardinale Enea Silvio Piccolomini
The new edition of the letters written by Enea Silvio Piccolomini when he was a
cardinal brings to light a vast correspondence which was not included in the collection
built by his nephews. They, for example, omitted the texts of the correspondence
between him and the Balia of Siena. These letters describe, among other
things, the private interests of the future Pius II, sometimes in contrast with those
of the political elite of his homeland. The letters we publish here, from the Count
Orlov’s manuscript collection, outline part of Goro Lolli’s judicial events, the future
most trusted collaborators of the Pope.

S. PAGLIAroLI, Nuove lettere di Giano Lascari e Giustino Decadio a Francesco
II Gonzaga
This essay provides a first edition of the letters – written in the years 1503, 1505
and 1506 by the Greek humanists Ianus Laskaris and Iustinus Dekadyos – held at
the State Archive of Mantua.

L. SILVANo, Una scheda per Giorgio Valla traduttore (Callimaco, epigr. 23 Pfeiffer)
This article focuses on a Latin translation of Callimachus’ epigram 23 Pf., possibly
the work of Giorgio Valla (1447-1500). The only known copy of it is written on a
leaf inserted in an exemplar of the 1549 Basel edition of the Greek Anthology (ed.
Jean Brodeau) now in the Cornell University Library. The A. provides an edition
of the text and a brief commentary, taking into account other 15th-16th century Latin
translations of the same epigram.

S. PAGLIAroLI, Un nuovo autografo di Pietro Bembo
This essay is a study on the oldest letters written by Pietro Bembo. It also provides
a new analysis of a letter by his father Bernardo (1502), held at the State archive
of Mantua, which the humanist had copied with some spelling peculiarities.

 

Il volgarizzamento pliniano di Cristoforo Landino

di Antonino Antonazzo

Messina, Centro Internazionale di Studi Umanistici, 2018, 274 pp., tavv. VIII; 25 cm.
ISBN 978-88-87541-79-3

€ 45

 

 

 

INDICE GENERALE

Premessa
Abbreviazioni bibliografiche
Tavola delle sigle
Introduzione

I. Genesi e tradizione del volgarizzamento

1. Il progetto del «principato» linguistico fiorentino
2. Landino e Plinio
3. I codici di dedica e l’editio princeps

II. Le fonti latine

III. Storia del testo

1. La revisione dei codici escorialensi
2. Il rapporto tra i testimoni
3. Le rubriche

IV. Fra teoria e prassi versoria

1. Il Proemio: un manifesto programmatico
2. Per un’analisi della tecnica traduttiva

V. La filologia di Landino

Indice delle tavole
Indice delle fonti manoscritte e delle stampe antiche
Indice dei nomi

Rara ac erudita volumina. La biblioteca di Carlo D’Aquino (1654-1737)

di Valentina Sestini

Messina, Centro Internazionale di Studi Umanistici, 2018, 369 pp.; 25 cm.
ISBN 978-88-87541-64-9

€ 45

 

 

 

INDICE GENERALE

Premessa

I. «Vir doctus ac probus»: vita e opere di Carlo d’Aquino

II. La biblioteca di Carlo d’Aquino. L’inventario ANT. CAT. 18 (Roma, Biblioteca Nazionale Centrale ‘Vittorio Emanuele II’)

1. «Rara ac erudita volumina»: la ricostruzione della biblioteca
2. Il lettore Carlo d’Aquino: tracce d’esemplari

Catalogo della biblioteca di Carlo d’Aquino

Norme di consultazione Catalogo
Appendice

Indice dei nomi
Indice degli autori
Indice dei tipografi, editori e librai